
Myke era due mesi che era costretto a lavarsi a pezzi tra lavandino e bidet, i dottori gli avevano severamente vietato di lavarsi in doccia per via di una ferita post operazione. Myke aveva smesso con la scrittura, e con la musica, e con il disegno, l’arte non pagava e Myke aveva bisogno di soldi. Era appena tornato dal centro per l’impiego dove non aveva trovato nulla. Era più di una settimana che non si lavava tra bidet e lavandino, e il cerotto che doveva togliere per fare i bisogni se l’era già riattaccato cinque o sei volte ed era tutto accartocciato, e la colla non attaccava più. Era talmente sciupato e sporco che faceva l’esatto opposto del suo utilizzo. Invece che proteggergli la ferita, la stava facendo diventare infetta.
era lì che si lavava le palle, canticchiando.
“Le mie palle sono piene, non ho donne,
ne soldi da spendere, fumo sigarette e canne nel cortile mentre vecchie da anni
stendono i loro PANNI!!!”
i testicoli più grossi della storia dei testicoli, con verruche qua e là, e una grossa cicatrice sul secondo scroto non scroto testicolo non più testicolo.
Oh sì, Lara, ah ah ah, matta come un cammello, gli aveva morso lo scroto destro e lo sperma era uscito tutto sulla sua bocca insieme al sangue, e Myke non sentì dolore, stava facendo una cura oppiacea per la diarrea, non stava seguendo le prescrizioni, buttava giù scatolette al giorno.
e aveva quel drago tra le gambe
e Lara succhiava ( come da un estathè bucato
sulla cima per via della mancanza della cannuccia ) il suo seme insanguinato.
oh mio dio! Il rosso era premonitore.
quel rosso nella gola del drago, cioè il sangue che Lara stava ingoiando insieme allo sperma a bocca aperta, era il fuoco che il drago
stava per sparargli addosso!
“Oh, come sono belle le palle sciacquettate nel lavandinoooooo” continuava a canticchiare.
“Myke, Mykeee, Mykeeeee.” Gli diceva il drago.
Oh mio dioooooo!!! aveva un drago tra le gambe.
“Myke ti devo portare all’ospedale!” gli diceva Lara.
Fu una dura lotta con il drago, Myke mica voleva finire nella sua tana in cima alla montagna dentro
la grotta.
ma Lara usò le maniere forti sparandogli una siringa di anestetico e tranquillante nell’uccello eretto. il drago infondo non era male, tette e culo, e un bel nido di peli davanti, mnnn, mnnn.
insomma dieci punti sullo scroto e l’amputazione del testicolo. Mono Palla! Mono Palla! Mono spruzzo!! Si dannava e si danna ancora dopo che era finito l’effetto oppiaceo e il divieto futuro per sempre di uso di quel medicinale. Maledizione.
Insomma
Si stava lavando. Aveva finito e le palle erano tornate linde, come il culo, la faccia, le ascelle, il naso, i piedi, i peli. lindo, lindo, lindo.
Viveva solo, Jessy la sua ultima donna se ne era andata ormai da mesi. Jessy era matta più di Lara, ma non meno. Aveva avuto tutte donne negative.
Jessy fece ingresso in bagno.
lui era davanti allo specchio a segarsi.
“Mike, tu non mi conosci affatto, vero!”
“Cristo Jessy!” Myke prese la prima cosa che trovò a portata di mano per coprirsi l’arnese eretto. la boccetta minuscola di profumo, e il coso eretto spuntava fuori. ”Jessy porco cane, non stiamo più insieme, mi hai piantato, non puoi entrare così in casa mia senza avvertirmi.”
“Tu mi conosci Myke? Dimmelo!! Dimmelo!!!”
“Cristo. Ancora con questa storia, boh, senti Jessy in quel periodo ancora mi davano gli oppiacei…”
“non girellare tanto intorno alla questione, sto dando di matto, mi conosci o no!?”
“si beh, penso di sì, cioè cazzo non lo so.”
“senti Myke ti devo parlare, vestiti veloce e parliamo.”
“Ok, ok baby, ma facciamo veloce che il culetto mi aspetta.”
Myke sempre coprendosi con il piccolo profumo raggiunse la camera da letto iniziando a vestirsi.
Jessy tirò fuori la bustina di pasticche di oppiacei sbriciolati, si fece una riga e le inalò con la bocca, quella rimasta invece la cacciò in un bicchiere.
“Su allora Jessy, cosa c’è, cosa devi dirmi.” Entrò in cucina Myke finendo di agganciarsi i pantaloni. Quando alzò il capo emise un lungo. Ohhh! di stupefazione. Jessy era nuda, e vendeva la merce meglio di chiunque altra, meglio di una partita alle slot, o di un gratta e vinci da 500mila euro, meglio di una sniffata con la bocca di pasticche oppiacee tritate, ma non meglio di quello stravecchio di 150 anni che lei aveva messo sul tavolo aperto e già versato in due bicchieri.
Myke lo tracannò in un sorso e non ci volle molto a trovarsi ancora quel cazzo di drago nudo da erezione davanti agli occhi.
Merda puttana! Prese a viaggiare. Allora questi cazzo di draghi esistono veramente!
gli oppiacei non li usava più, né droghe, né altro. Quindi esistevano veramente i draghiii!
Il drago aprì il naso bocca. Non era un naso normale, era un naso bocca con piccoli denti affilati. E il drago bevve da lì lo stravecchio nel bicchiere, poi dopo avere sbucciato una mela prese a mangiarla a piccoli nasomorsettini. Gnam gnam gnam.
“senti Myke.” Prese a parlare Jessy. ”Tu non sei stato drogato, ma il mio naso bocca è veramente un naso bocca. Myke il mio naso bocca è un segreto. Hai presente quando ti facevo venire velocemente pompandotelo? Che cercavi di levarmi i capelli davanti e io mi incazzavo. Perché Myke venivi subito e non volevo che togliessi i capelli? Perché ti piaceva come nessun’altra? Perché te lo trovavi sempre insanguinato con grossi graffi?” Jessy diede altri morsetti allo spicchio di mela con il naso. Poi si voltò verso di lui e urlò con il naso ”WRAOOOUUUUU!” il naso che urlava si spalancò. era enorme, con milioni di grossi dentini affilati da squalo.
insieme al terribile verso Jessy creò anche una terribile folata di vento.
il parrucchino di Mike il trentenne si alzò senza staccarsi, muovendosi come una bandiera prima di una tempesta di vento.
“È per questo Myke.” Si calmò Jessy smettendo con l’urlo mostruoso.
Anche il vento cessò.
Anche il parrucchino tornò, anche se scomposto, al suo posto.
“Ho il naso bocca.” aggiunse.
e c’ero io, e te, e gente, e del cibo
su un telo sudicio messo a terra
e la gente si sdraiava sotto un cielo grigio mentre diluviava, vicino il telo,
sdraiata vicino al ”cibo” e lo addentavano con il naso che si apriva come una
bocca, con denti e occhi, e capelli
e quei Nasi, occhi, bocche, braccia, capelli,
piselli, uccelle… giravano in un cerchio psichedelico a pochi passi dall’azzurro
cielo e limpidi raggi solarium in cui
gli stessi, io, e tu, e la gente ballavamo felici.
C’erano anche Jessy e Lara in mezzo alla gente con i loro nasi bocca.
“Sei sicura che non capisce.” Lara a Jessy. ”Si.” Jessy a Lara.” Prova questa e capirai. ”Le due fecero due righe di pasticche tritate. Poi lo legarono.
Mike fu legato al muro come Gesù Cristo in croce e Jessy e Lara, i due draghi, gli entrarono tra le gambe.
“Ahr ahr ahr aiuto, aiuto!! Cazzo!! Al drago, al drago, maidei maidei maidei. Cazzo! Cazzo!” Prese ad urlare Mike.
Si ricordava bene di cosa erano capaci i draghi tra le gambe. Il suo povero testicolo defunto.
rosso. Rosso bianco sangue sperma.
Jessy e Lara ci dettero dentro di naso.
“Sai Jessy,” gli disse dopo un po’ Lara. “È stupendo bucare lo scroto e succhiarlo come un estathè senza cannuccia. Ha solo un testicolo ancora disponibile, che ne dici?”
Jessy, sapeva tutto, Myke gli aveva raccontato tutto. non rispose, perforò l’organo senza aggiungere altra parola di risposta.
Succhiarono senza creare dolore. Oppiacei. Succhiarono sangue e sperma che scivolava giù nelle loro bocche come lava. Succhiarono, succhiarono, succhiarono e ancora succhiarono. Zero palle, zero pasticche, gusto infinito.

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