“Jackson tu sei il migliore.”
“mnn.”
“Davvero Jackson, sei il migliore vecchio musicista degli ultimi cent’anni, sei da paura!”
“Mnn, può darsi.”
Jackson è sopra la poltrona.
Malcolm è dietro.
gli vede il testone mezzo pelato, con quei capelli bianchi lunghi, unti e secchi, che gli cadono sulle spalle.
“Jackson tu sei un…”
“Non adesso Malcom, porco cane!”
Jackson agita frenetico un braccio.
Lo fa per un po’.
poi, Jackson fa un prolungato verso liberatorio.
Il braccio si ferma.
Un manga vola a terra.
Malcolm è sempre lì a guardarlo, incantato a pensare a come sia stravolgente il suo maestro.
Jackson prende a trafficate con le mani in mezzo alle gambe, a testa bassa.
Una lampo si chiude.
“Malcom, brutto schifoso di un sudicione, portami subito una birra!” gli ordina Jackson a gran voce.
Malcom, senza pensare ad altro, parte come un razzo diretto verso il frigo a pochi centimetri dalle sue spalle.
apre il frigo.
prende due birre.
torna verso il salotto, sempre a due passi, correndo e stappando le bottiglie con gli occhi.
ne porge una a Jackson che si sta pulendo con un fazzoletto il pollice destro della mano insemato.
“Tieni Jackson.” Gli dice Malcom sempre con il braccio proteso e la birra di Jackson in mano, stanco di aspettare.
Jackson si volta, afferra la birra e di scatto la butta giù, tutta, di botto, nell’orecchio.
“Jackson,” prende a parlare Malcom dopo un po’, dopo aver dato una sorsata alla birra. “Secondo te quando potrò ritenermi una star come te.”
“Mai Malcom, mai, tu sei troppo barbagianni.”
Jackson getta il fazzoletto semoso a terra.
“Ho te come maestro, capisci? mi sento sicuro, invincibile…”
“Cretino.”
“Lo sento, sarò autonomo a breve…” Malcom continua per un po’ a parlare fantasticando con la mente, talmente perso nel viaggio
da non accorgersi
che Jackson è entrato
nel bagno
si è calato le brache
si è seduto sulla tazza
e ha iniziato a ponzare
baciandolo.
cade un trochetto
per te Malcon
il sentore
la tua primavera Malcom
goccia di sangue
prenditi questa sifilide Malcom.
Un grande schifo e il
Water era una traversina per lucertole.
Jackson, il vecchio famoso chitarrista
dei Blu night
adesso senza più nulla!
chi era adesso Jackson?
“Farò un pezzo unico…verrà ricordato per sempre…” stava continuando Malcom con i viaggi, quando Jackson gli passa davanti diretto al frigo.
“Malcom, ti ho mai parlato del suono speciale del corpo,” lo blocca Jackson.
“è interessante potresti metterlo nel pezzo?”
“No!” Esclama Malcom, “cos’è, cosa davo fare per impararlo?”
“beh…cosa devi fare!? mettiti nudo e distenditi sul tavolo che ti faccio vedere.”
“Il tavolo è pieno di robaccia, non posso distendermi.” nota Malcom.
Pezzi di mangiare con muffa.
Un agnello scuoiato.
Latte di birra.
Piatti incrostati…
“Ah si!?” Urla Jackson cambiando atteggiamento.
accigliandosi.
tutto matto,
raggiunge il tavolo.
si ferma a pochi centimetri, poi
con un calcio lento e goffo, lo ribalta.
Anche i rifiuti che erano sopra si staccano riversandosi infine a terra.
Jackson si spara un’altra birra nel condotto uditivo.
Gli sale meglio.
Poi dopo aver spaccato la bottiglia di birra sul piano della cucina, rialza il tavolo.
“Adesso non più!” dice indicando il tavolo sgombro.
“ohhh.” inizia gemere di felicità Malcom muovendosi come un granchio in tilt. “non vedo l’ora di scoprire in cosa consiste il suono del corpo!” continua gioioso.
Poi inizia a denudarsi.
“Aspetta e vedrai Malcom!” Jackson prende le bacchette da batterista. “Aspetta e vedrai.” Dice ancora.
Malcom sfilate le mutande, si accomoda sul tavolo.
Tenendo la testa alzata, curioso osserva Jackson che traffica girato di spalle, poi
Jackson si volta.
Inizia ad avanzare verso di lui. Lo fa volteggiando le bacchette da batterista tra le dita. Veloci come eliche.
Le blocca.
Jackson e Malcom si guardano dritti negli occhi.
Oltre ad arrestare le bacchette anche lui, Jackson, si arresta.
Con un ghigno spara le bacchette nell’aria come se stesse colpendo con la sinistra il tom e con la destra il timpano.
Lo fa per un bel po’, riproducendo nella sua mente una delle sue canzoni preferite, muovendo, freneticamente a ritmo la testa.
Aspetta e vedrai Malcom. Aspetta e vedrai
*
Finito di suonare l’aria
Jackson si mette di lato a Malcom.
Ha tutto il suo brutto corpo a disposizione.
Ha un pene minuscolo ma due grossi testicoli pieni, scuri e rugosi.
Le ginocchia secche e appuntite. Zero muscoli. Probabilmente lieve distrofia. Bacino piccolo. Piedi pallidi e maleodoranti. Peli schifosi ovunque. Pancetta malaticcia. Tettine mozzarelline. Collicino fragile.
“A cosa ti servono le bacchette Jackson.”
Jackson non risponde.
Riprende a farle frullare.
“Ti prego Jackson!” Malcom si tira su mettendosi seduto. “Ti prego Jackson!” Continua ad esclamare euforico.
“Ti prego Jackson!”
Jackson frulla ancora le bacchette.
Poi rivolgendole verso il basso, senza farle fermare si alza un po’ da terra come un drone.
“Siii, Jackson!”
Jackson è minuscolo e vola all’impazzata nella stanza su un piccolissimo Flyer del ‘900.
“Siii, Jackson!”
“Cosa cazzo hai da esclamare tanto “si Jackson!”” si blocca Jackson incazzato.
“Voglio essere suonato!”
Jackson, con un gozzino violento, sul gozzo di Malcom, lo rimette disteso.
Malcom, tendosi il collo con le mani inizia ad emettere un verso dal suono sordo.
Il gozzo, con il colpo, gli è rientrato in dentro e ostruisce un po’ la gola.
Jackson gli spara una potente bacchettata sulla fronte.
“AIHHH!” Escalma Malcom.
Sulla sua fronte compare un grosso cratere.
un bella melodia.
Senza esitare, Jackson colpisce l’incisivo centrale di Malcom.
Il dente si spacca “strach” a metà e Malcom schizza di scatto a sedere. Con una bacchettata tra labbro e naso Jackson lo rimette giù.
La stanza si riempie di lamento.
Un bel pezzo horror.
E Malcom è lì che si dimena.
Un po’ di sangue inizia a coprirgli il volto.
“Tutti credono di saper fare musica, arte…”
Jackson ricomincia a far frullare le bacchette.
“Merda, un sacco di merda, ecco cosa. tutti questi artistozzi da quattro soldi, fanno merda. L’arte Malcom, nasce prima dal cuore. Ecco perché c’è tanta merda. Ecco perché l’arte di oggi è merda, perché non è l’artista che sceglie di fare arte, è l’arte che decide di fare l’artista!”
Jackson blocca le bacchette.
Ne impugna una come un coltello.
Carica il braccio all’indietro e infine conficca la punta della bacchetta nel testicolo di Malcom che esplode di colpo, schizzando liquido ovunque.
Ripiegando la traversina da lucertola, Jackson inizia a cantare.
“Farò un pezzo unico…verrà ricordato per sempre…” stava continuando Malcom con i viaggi, quando Jackson gli passa davanti diretto al frigo.
“Malcom, ti ho mai parlato del suono speciale del corpo,” lo blocca Jackson smettendo di cantare.
Getta la traversina con la cacca dentro l’acquario colmo fino all’orlo di acqua verdognola. Una sigaretta galleggia insieme ad altre cose non più distinguibili.


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